RXTX: porte seriale e parallela in Java (ed in ambiente Microsoft)
Per quanti non ne fossero ancora a conoscenza, la Sun, da qualche anno, ha tolto il supporto (nella tecnologia Java) alle porte seriali e parallele negli ambienti Microsoft Windows. Come dire: “alla faccia della portabilità”.
Attualmente tali dispositivi vengono supportati solo negli ambienti Linux e Solaris.
Fortunatamente la comunità open-source viene incontro a questo problema con la libreria RXTX. Sebbene tale pacchetto non si possa di certo definire un esempio di lavoro ben fatto (se utilizzate l’applicativo Portmon della Sysinternals non potrete non notare il continuo polling sulla porta seriale), esso rappresenta la più valida alternativa free per aggirare il problema.
Uno degli indiscutibili vantaggi di RXTX sta nell’implementazione di una API pienamente equivalente/compatibile con la Java Communications API: la cosa si traduce nella possibilità, in ambiente Linux o Solaris, di usare la libreria che più vi aggrada cambiando semplicemente un import e lasciando il resto del codice sorgente invariato.
Ritornando agli ambienti Microsoft Windows: vari sono i post che potete trovare in rete sul come installare nel modo più idoneo la libreria. Diversamente da altri casi, la libreria RXTX contiene anche delle DLL (ove, ovviamente, vengono richiamate le apposite API della Win32). Dopo vari tentativi ed esperimenti, consiglio a tutti di copiare questi file (rxtxParallel.dll e rxtxSerial.dll) nella cartella [\WINDOWS\system32\]: è la soluzione che comporta la minor ridondanza. Ovviamente dovrete ricordarvi di copiare questi file, oltre ai file JAR, in tutte le macchine ove l’applicativo interessato dovrà girare.
Power user tools list
Che Scott Hanselman fosse un grande era ormai da tempo una questione fuori da ogni dubbio, ma il lavoro che ha presentato in questo suo post è davvero eccezionale: l’elenco di tutte le utility/tools è lista più completa che abbia mai visto.
Sto passando uno ad uno i link/applicazioni che non conoscevo e resto sempre colpito dall’aumento di produttività che queste possono comportare. Per fortuna mi consolo osservando che qualcuno già lo utilizzo con successo! Molto belle le sezioni dedicate allo sviluppo .Net e alle “Things Windows Forgot”.
Consiglio a tutti di “perderci” un po’ di tempo.
I pochi applicativi (free) che ho avuto tempo di installare sino ad ora sono:
.Net, class library e web services
Descriviamo un po’ la situazione in cui ci troviamo:
- abbiamo un web service (sviluppato in ASP.Net);
- vogliamo realizzare una libreria (class library .Net 3.5) per offrire una sorta di “interfaccia comune” verso il web service in modo tale che qualsiasi applicazione (in particolare applicazioni “stand alone” .Net) possa richiamare i servizi esposti senza troppi “grattacapi”.
Come si dovrebbe procedere: da Visual Studio (2008 SP1), nel progetto della nostra class library, si passa alla creazione di un “web-reference” (in relazione al web service in questione). Non serve fare altro: sulla carta non è necessaria alcuna particolare operazione sul progetto dell’applicazione che utilizza la nostra nuova class library. In realtà, se compilate ed eseguite il programma, potrete vedere da voi stessi che l’applicativo non è in grado di collegarsi al web service.
Qui di seguito il messaggio contenuto nell’eccezzione che viene generata quando tentate di accedere al web service: “Could not find default endpoint element that references contract ‘___’ in the ServiceModel client configuration section. This might be because no configuration file was found for your application, or because no endpoint element matching this contract could be found in the client element.”
Motivo? Diciamo che i “riferimenti” o (entry point) al web service non vengono “copiati” dalla class library all’applicazione che la utilizza. Questi riferimenti sono contenuti nel file .config della class library (in dettaglio possiamo trovare tutte le informazioni all’interno del tag <system.serviceModel>). Il file .config della class libray, purtroppo, non “segue” la libreria nell’applicazione che la utilizza (se andate a vedere nella cartella bin del vostro applicativo, troverete solo il fiel .config relativo a quest’ultimo).
Il problema è aggirabile manualmente: basta copiare tutto il contenuto del tag <system.serviceModel> dal file .config della class library a quello dell’applicazione (operazione fattibile ma assai scocciante).
Qui di seguito un esempio della parte da copiare.
<system.serviceModel> <bindings> <basicHttpBinding> <binding name="WebServiceSoap" closeTimeout="00:01:00" openTimeout="00:01:00" receiveTimeout="00:10:00" sendTimeout="00:01:00" allowCookies="false" bypassProxyOnLocal="false" hostNameComparisonMode="StrongWildcard" maxBufferSize="65536" maxBufferPoolSize="524288" maxReceivedMessageSize="65536" messageEncoding="Text" textEncoding="utf-8" transferMode="Buffered" useDefaultWebProxy="true"> <readerQuotas maxDepth="32" maxStringContentLength="8192" maxArrayLength="16384" maxBytesPerRead="4096" maxNameTableCharCount="16384" /> <security mode="None"> <transport clientCredentialType="None" proxyCredentialType="None" realm="" /> <message clientCredentialType="UserName" algorithmSuite="Default" /> </security> </binding> </basicHttpBinding> </bindings> <client> <endpoint address="http://_/_.asmx" binding="basicHttpBinding" bindingConfiguration="WebServiceSoap" contract="_" name="_" /> </client> </system.serviceModel>
Per poter “scrivere” nel file .config dell’applicazione andate nel Solution Explorer del Visual Studio: tasto destro del mouse sul progetto in questione, andate alla voce Add nel menù che via appare ed a questo punto cliccate sulla voce New Item.

A questo punto vi apparirà una nuova finestra: selezionate General nella parte sinistra ed Application Configuration File in quella destra. Qui di seguito un’immagine che illustra le operazioni appena elencate.

Bene! Tutto il contenuto del nuovo file .config (che ritroverete nella lista dei file del vostro progetto) sarà ricopiato nel file .config “ufficiale” dell’applicazione.
Il problema sembra essere ben conosciuto, ma al momento non ho letto ancora nulla in merito ad una sua soluzione nel futuro Visual Studio 2010. Ho letto che la gestione dei file .config è stata migliorata permettendo una sorta di “diversificazione” tra debug e release, ma nulla circa il problema qui sopra evidenziato.
Verificare la correttezza sintattica dei path con .Net
Pochi giorni fa mi sono imbattuto nel seguente problema: verificare che una certa stringa contenga un path (di file o directory) valido o corretto. Ho scoperto che molti sviluppatori confondono la correttezza o validità con l’esistenza o meno della “risorsa” (file o directory) “descritta” dal path stesso. La correttezza o validità sintattica del path è, ovviamente, “platform dipendente”. Un path valido per la piattaforma GNU/Linux non lo è di certo per la piattaforma Microsoft Windows!
Esempio di path (assoluto) valido per piattaforma Microsoft:
c:\pippo\pluto\paperino
Esempio di path (assoluto) valido per piattaforma GNU/Linux:
/home/house/flat
Non è detto che la risorsa “descritta” da un path esista o no, ma i due esempi in precedenza esposti sono sicuramente sintatticamente corretti (per le rispettive piattaforme indicate). Ora, com’è possibile verificare la correttezza sintattica di un path nella piattaforma Microsoft ed utilizzando il framework .Net? In rete si trova un po’ di tutto, soprattutto si capisce, come accennavo all’inizio, che molta gente non è capace di inquadrare il problema.
Esempio di path (assoluto) non valido per piattaforma Microsoft:
hug:\\\pippo\\pluto\paperino
Una soluzione possibile è quella di utilizzare le regular expression: non così banale però definire la regola corretta! Quelle che ho trovato in rete sono di certo incomplete: un path può essere assoluto o relativo! Un soluzione veloce, forse non troppo elegante è quella che vi propongo qui di seguito.
private bool checkPathValidity(string sPath)
{
try
{
new FileInfo(sPath);
return true;
}
catch
{
return false;
}
}
Al fine di far funzionare correttamente il tutto, vi ricordo di includere il namespace System.IO (che definisce FileInfo).
Sebbene, dal mio punto di vista, non è buona cosa utilizzare l’occorrenza o meno di un’eccezione per determinare lo “stato” di qualcosa, la soluzione proposta è sicuramente completa e corretta. Mi riservo su eventuali problemi di concorrenza: al momento non riesco a trovarne, ma è meglio sempre mettere le mani avanti su queste cose!
C#’s const vs. readonly
È da un po’ che mi chiedevo quale fosse la differenza tra le due keyword c# const e readonly. Ho trovato un interessante post di Patrick Steele che spiega sinteticamente ed esaustivamente le peculiarità di queste due parole riservate.
Qui di seguito ne riporto la traduzione in italiano.
Una variabile definita const:
- non può essere anche static;
- il suo valore è determinato in fase di compilazione;
- può essere inizializzata solo nella sua dichiarazione.
Una variabile definita readonly:
- può essere anche static;
- il suo valore è determinato a run-time;
- può essere inizializzata sia nella sua dichiarazione che dal costruttore della classe.
Più che evidente che le due keyword non sono proprio così intercambiabili.
WindowsForms e chiusura dell’applicazione
Della serie “non si finisce mai di imparare”.
L’argomento in questione sono le WindowsForm del framework Microsoft .NET. Il soggetto, nel dettaglio, la funzione Application.Exit.
Ieri ho scoperto che invocare la funzione sopra citata all’interno del costruttore della finestra non porta ai risultati per cui la funzione è stata realizzata. A pensarci un attimo la cosa è anche ovvia, ma al momento di scrivere il codice, quasi mai affiorano alla mente gli eventuali “back side effects”.
Qui di seguito il codice originale.
using System;
using System.Windows.Forms;
namespace test
{
public partial class FormMain : Form
{
public FormMain()
{
InitializeComponent();
try
{
// ...
}
catch(Exception)
{
Application.Exit();
}
}
}
}
Come aggirare la cosa? Abbastanza semplice, e direi anche, molto spesso la via è facilmente percorribile: basta spostare il nostro codice “incriminato” nella funzione “allacciata” all’evento load della form stesa. All’interno di questo evento il metodo exit funziona correttamente in quanto, una volta che il costruttore della classe form ha terminato, la coda dei messaggi è attiva e, finalmente, può processare il messaggio generato dalla exit.
Qui di seguito il codice aggiornato.
using System;
using System.Windows.Forms;
namespace test
{
public partial class FormMain : Form
{
public FormMain()
{
InitializeComponent();
}
}
private void FormMain_Load(object sender, EventArgs e)
{
try
{
// ...
}
catch(Exception)
{
Application.Exit();
}
}
}
Asynchronous Method Invocation
Ho appena scovato in The Code Project un articolo veramente ben fatto che, in poche parole, illustra come invocare in modo asincrono un delegate.
L’articolo è veramente ben fatto e, tra le altre cose, mette bene in evidenza quali sono i limiti del sistema descritto.
Potete trovare l’articolo a questo link.
Libro: “patterns & practices Application Architecture Guide 2.0″
Segnalo con piacere la possibilità di scaricare gratuitamente alla seguente pagina, il libro “patterns & practices Application Architecture Guide 2.0”. Si tratta di un “vecchio” libro (se non sbaglio la prima versione risale al 2001) che è stato riadattato e rivisto per adeguarsi alle novità apportate dal Microsoft .Net framework.
Non l’ho ancora letto, ma mi sono imposto di farlo a breve!
Nuovo evento di 1nn0va
Segnalo con immenso piacere il prossimo importantissimo evento di 1nn0va, in collaborazione con gli amici di XeDotNet, che si terrà Venerdì 10 Ottobre. La sede è la medesima dell’appuntamento precedente, ovvero il polo universitario di Pordenone (via Prasecco, 3/a 33170). L’evento inizierà alle ore 18:30.
L’argomento della serata sarà la piattaforma Microsft dei servizi Windows Live.
Il relatore sarà il bravissimo Davide Vernole (Microsft MVP per ASP.NET) che già da diverso tempo sta esplorando a fondo questa “nuova tecnologia”.
Qui di seguito il programma della serata:
- 18:30 – Apertura dei lavori
- 18:45 – Saluto ai partecipanti da parte dei presidenti delle community (Andrea Boschin e Marco Pozzan)
- 19:00 – Windows Live Platform #1
- 20:30 – Break
- 20:45 – Windows Live Platform #2
- 23:00 – Chiusura dei lavori
Per questo evento si ringraziano:















